Medicus Mundi Attrezzature è da sempre attenta ai bisogni degli ultimi. La sua trasformazione, da associazione a cooperativa sociale per

agevolare l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate esprimono la volontà precisa di essere vicino agli ultimi di questa società. La sua attività che dalla sua costituzione era focalizzata esclusivamente su interventi di cooperazione internazionale, nel corso degli ultimi anni si è avvicinata al mondo della disabilità organizzando un’ausilioteca per supportare le persone di tutta le età con problemi di mobilità.

Sensibile ed attenta ai bisogni emergenti, ci siamo resi conto che il nostro “magazzino” di attrezzature recuperate negli ultimi anni, messe in fuori uso dagli ospedali italiani ed ora ricondizionate, potevano essere utili nell’immediatezza del picco emergenziale causato della proliferazione del virus SarsCov2 che aveva intasato le terapie intensive degli ospedali.

Abbiamo agito tempestivamente contattando ai primi di marzo diverse strutture bresciane e di altre provincie lombarde per mettere a disposizione immediatamente a totale titolo gratuito e nell’interesse del bene comune, alcune apparecchiature medicali agli ospedali che si trovavano più in difficoltà.

Quello che fino ad alcune settimane prima era considerato un “vecchio” ventilatore polmonare, dismesso da un ospedale del nostro territorio e recuperato grazie all’organizzazione della nostra Rete CAUTO per Medicus Mundi Attrezzature e destinato alla cooperazione internazionale nel Sud del Mondo, diviene una risorsa di valore fondamentale, nel pieno di questa emergenza COVID 19, per la vita di alcune persone.

La nostra cooperativa sociale ha provveduto a rimettere prontamente in funzione sette (?) ventilatori polmonari e con l’approvazione degli ospedali individuati. Ha provveduto ad effettuare la consegna, in piena sicurezza, riconvertendo anche alcune attività di trasporto e logistica della Rete CAUTO, dimostrando così di porre la massima attenzione in questo momento complicato durante il quale non faremo mancare, il nostro supporto, alle strutture che ne avessero necessità.

Una volta superata la fase emergenziale i ventilatori prestati saranno nuovamente recuperati e dopo l’opportuna e necessaria sanificazione destinati nuovamente a progetti di cooperazione sanitaria.