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Progetto : COMPLETAMENTO DEL POLO SANITARIO “CENTRE MEDICAL” A BEGUEDO

Paese : Burkina Faso

Anno : 2015

Città di BEGUEDO – Burkina Faso

Enti che collaborano alla realizzazione del progetto

- Azienda Ospedaliera di Desenzano del Garda (Ospedale di Gavardo (Bs)

- A.R.B.I. (Associazione degli emigrati in Italia di Beguedo)


CONTESTO DI RIFERIMENTO

Le strutture sanitarie in Burkina Faso consistono sostanzialmente nei Centri di Sanità e negli ospedali. Stante il limitatissimo numero, i medici sono presenti esclusivamente negli ospedali e le funzioni svolte dai Centri di Sanità sono condotte da personale infermieristico (visita, inquadramento diagnostico preliminare, prescrizione e somministrazione di farmaci, ricovero e gestione dei pazienti con problematiche di bassa complessità). Le condizioni igieniche sono carenti,  praticamente ovunque, e di conseguenza sono numerose le malattie endemiche come epatite, colera, tifo, tubercolosi, tetano e morbillo ma, soprattutto, meningite: nel 2001 un’epidemia di meningite ha provocato la morte di più di 1.500 persone ed il governo è stato costretto a finanziare una corposa campagna di vaccinazioni. Il virus dell’Hiv colpiva il 7% della popolazione nel 1997, ma il trend è in miglioramento: i dati del 2003 sono scesi al 4,2%.

La situazione sanitaria del paese Burkina Faso affligge gravemente la maternità e la puericultura: i dati del rapporto WHO del 2010 riportano come un bambino su 5 (il 20%) non superi il 5° anno di vita, dato sensibilmente più alto della media del resto del continente. Ogni anno molte madri muoiono per complicazioni legate alla gravidanza e al parto. La maggior parte di queste morti potrebbe essere evitata se si potesse raggiungere rapidamente e facilmente le strutture mediche in grado di curarle; purtroppo le strade che collegano i vari villaggi sono piste poco agevoli e spesso impraticabili, almeno durante la stagione delle piogge. Perciò molte donne incinte non possono avere in tempo le cure mediche di cui necessitano e le gravidanze finiscono troppo spesso in tragedia. Nonostante le campagne di sensibilizzazione delle associazioni per i diritti umani ed una legislazione severa sul tema, il fenomeno tradizionale dell'infibulazione è molto diffuso. Circa il 70% delle ragazze e delle donne del Burkina Faso subisce mutilazioni genitali. Nella capitale, si registrano 8 mila aborti clandestini, che in 28 casi hanno portato alla morte della donna. La causa principale, secondo le ONG che operano nel comparto sanitario, è il sesso non protetto. La maggioranza non riuscirebbe a permettersi i contraccettivi. Il programma dell'Onu per lo sviluppo (UNDP), nel rapporto 2004, ha stimato che almeno il 61% dei burkinabè vive con meno di un dollaro al giorno. La politica del Governo in materia sanitaria e socio-sanitaria è indirizzata a responsabilizzare ogni Centro Sanitario e Ospedale in  una logica di auto-finanziamento ed autogestione. I vari presidi sanitari devono dunque procurarsi tutto quello di cui hanno bisogno per raggiungere i diversi obiettivi. Non esiste alcun sistema di  collegamento e di comunicazione tra le diverse strutture sanitarie, a causa dell’assenza di linee telefoniche ordinarie e il precario funzionamento della telefonia mobile. Tale situazione appare molto grave soprattutto per le comunicazioni riguardanti la funzione di urgenza ed emergenza sanitaria, in particolare quando i Centri di Sanità sono territorialmente collocati in aree dove non è garantita o è scarsamente  assicurata ogni forma di comunicazione rispetto agli ospedali di riferimento. In questo contesto il  ruolo del personale infermieristico assume caratteristiche del tutto speciali che richiedono configurazioni personali e professionali di alto profilo. 

Appare dunque evidente il ruolo significativo che può essere svolto dalle politiche  di solidarietà e sostegno. In molte situazioni l’intervento solidale si configura infatti come strumento indispensabile e l’aspetto formativo, in particolare, risulta privilegiato per le prospettive di auto-sviluppo che può assicurare.

L’ARBI acronimo di Associazione degli emigrati in Italia di Beguedo nasce nel  1989, ed è riconosciuta dalla Regione Lombardia con DGR N° VII/2104 del 15/04/2006 .In questi anni ha contribuito alla realizzazione di numerosi  interventi a Beguedo, che dista 120 Km dalla capitale Ouagadougou, è abitata da circa 20.000 persone ed è centrale rispetto ai potenziali utenti /abitanti: circa 40.000. Gli interventi si sono concretizzati nella realizzazione di scuole, della prefettura, di pozzi, nell’invio di ambulanze, ecc… Nel 2006, in collaborazione con alcuni volontari Valsabbini, nasce l’idea di costruire un polo sanitario a Beguedo, che al tempo era sprovvisto di un qualsiasi tipo di struttura sanitaria. Dall’idea iniziale ARBI decide di promuovere l’iniziativa con una raccolta fondi presso gli aderenti all’associazione e nel 2009 iniziano i lavori che si dividono in due fasi, la prima fase vede terminata circa la metà dei locali a inizio 2012, la seconda fase vedrà terminare i lavori nel novembre 2013.  Il complesso edilizio attrezzato progettato e poi successivamente costruito consta di capriate di metallo realizzate in Italia e poi inviate, ed ha una superficie di 700 mq., il costo finale è risultato essere di € 200.000,00

A seguito conclusione della prima fase della realizzazione dell’immobile, la cooperativa sociale Medicus Mundi Attrezzature Onlus è stata incaricata di reperire, revisionare e inviare le attrezzature sanitarie necessarie al funzionamento dei vari reparti dell’ospedale e il 6 gennaio 2012 inizia ufficialmente l’attività sanitaria con l’inaugurazione della struttura alla presenza del Ministro della Sanità del Burkina Faso e l’apertura dell’attività sanitaria da parte dell’équipe italiana del P.O. di Gavardo (afferente all’Azienda Ospedaliera di Desenzano  del Garda) formata da un medico specialista in medicina interna e gastroenterologia, un chirurgo generale, due infermiere di supporto e il capotecnico dell’Ospedale di Gavardo. A seguito della visita del Ministro della Sanità e del suo staff, il polo sanitario “Centre Medical” di Beguedo, progettato come CPS (Centro di Promozione Sanitaria), è stato dichiarato CMS (Centro Medico Sanitario).  Questa nuova classificazione comporta l’arrivo di nuovo personale medico e paramedico e rende urgente un ampliamento per rendere possibile la nuova tipologia di attività. L’ampliamento è iniziato nel 2012 e si prevede una completa conclusione a novembre 2013. 

Le tariffe per i servizi sanitari erogati sono fisse e stabilite dal Ministero della Sanità del Burkina Faso.  Per gli abitanti tali costi rappresentano una spesa molto ingente. Ad oggi ARBI è riuscita ad ottenere che le prestazioni sanitarie rese dai medici dell’ospedale di Gavardo in missione costino al cittadino il 50% in meno del costo della prestazione standard.

E’ inoltre in via di definizione un gemellaggio tra l’ospedale di Gavardo e il Centro Medico Sanitario  di Beguedo. Questa iniziativa avviata nell’ospedale di Gavardo  (Bs) e la testimonianza diretta del personale ospedaliero, hanno fatto emergere una grande disponibilità di personale, sia medico che paramedico, ad instaurare un rapporto di formazione con il personale locale, con 2 visite programmate negli ambiti sanitari di intervento di Gastroenterologia e Piccola Chirurgia.

OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO

- attuare a Beguedo la trasformazione concreta da Centro di promozione Sanitaria Centro Medico Sanitario;

- fornire le apparecchiature elettromedicali necessarie per consentire l’erogazione di servizi sanitari previsti dalla nuova classificazione nel Sistema Sanitario Nazionale.

- favorire lo scambio di esperienze tra il personale specializzato dell’ospedale di Gavardo (Bs) e il personale del Centre Medical di Beguedo attraverso la formazione professionale in materia sanitaria.

ATTIVITA’ PREVISTE

1) Si prevede di potenziare i reparti già esistenti con attrezzature adeguate al tipo di interventi che verranno effettuati nel centro medico. 

I reparti potenziati saranno: 

Gastroenterologia: occorre aggiornare la strumentazione e la conoscenza,  in modo da garantire il corretto supporto tecnologico alle missioni del personale medico italiano;

Oculistica: purtroppo attualmente, per mancanza di strumentazione e di ferri oculistici  e per l’impossibilità di identificare esattamente la malattia che interessa l’occhio, i problemi vengono risolti con l'asportazione dell'organo.

Per questo si ritiene di fondamentale importanza  fornire all'ospedale:

- i mezzi tecnici moderni per un migliore e completo esame per il controllo dell’occhio

- un set di ferri operatori 

- una sala operatoria completa per operazioni chirurgiche (in particolare intervento alla cataratta) .

Si prevede di fornire le apparecchiature ed il materiale necessario per avviare un reparto diagnostico di supporto ai settori di attività dell’ospedale

Saranno individuate apparecchiature versatili ed utilizzabili in più settori della diagnostica, dall’esperienza di 10 anni di attività l'indagine ecografica è risultata spesso decisiva come approccio diagnostico poiché permette di studiare in modo approfondito il corpo umano.   E' una tecnica diagnostica che può avere applicazioni in numerose specialità, in particolare in campo internistico (esame del fegato, del pancreas, della milza, dei reni), quello ostetrico-ginecologico in ostetricia, ortopedia, epatologia e gastroenterologia, sarà perciò fornito 1 ecografo portatile completo di sonde.

Per una diagnosi più accurata si valuterà la fornitura di un apparecchio radiologico portatile tradizionale.

2) Saranno realizzati n. 2 viaggi  per garantire la formazione specifica agli operatori in loco e le operazioni chirurgiche più complesse.

I corsi di formazione prevederanno approfondimenti in tema di oculistica soprattutto, ma anche di gastroenterologia, a livello medico chirurgico e a livello infermieristico.

Ogni viaggio sarà considerato a tutti gli effetti una missione in loco per l’équipe medica composta da  6 persone - 2 medici, 2 infermieri; 2 persone a supporto tecnico per la corretta installazione delle attrezzature fornite.

Abbiamo stimato la permanenza di due settimane per consentire di poter formare sia con incontri teorici sia con interventi pratici, mostrando l’utilizzo appieno delle apparecchiature e dei materiali.

SOSTENIBILITA’ FUTURA DEL PROGETTO

Il progetto si caratterizza per la tipologia di approccio, in quanto non considera centrale la fornitura della apparecchiature, ma a fianco di questa prevede una formazione specifica non solo sull’utilizzo delle apparecchiature, ma anche sulla modalità di operare. I medici e gli infermieri che andranno ad affiancare il personale specialistico presente a Beguedo potranno supportare nelle attività quotidiane e creare un rapporto di fiducia e di scambio reciproco, che proseguirà nel futuro.

L’attività di raccolta fondi dell’ARBI, ormai organizzata per la costruzione del Centro Sanitario, proseguirà per garantire la copertura dei costi delle missioni di formazione. 


Burkina

In collaborazione con

CON IL CONTRIBUTO FINANZIARIO DELLA CHIESA VALDESE

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Progetto : Progetto life MED

Paese : Italia

Anno : 2015

LIFE MED, nuova vita per gli apparati elettromedicali

http://www.popolis.it/life-med-una-nuova-vita-per-gli-apparati-elettromedicali/

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Progetto : Luisa Guidotti Hospital - PN 2013/16

Paese : ZIMBABWE

Anno : 2013

Il rapporto di collaborazione instauratosi fra la cooperativa e l’ospedale si è intensificato dopo la prima fornitura del 2012; le due realtà collaborano con lo scopo di rendere sempre più efficienti e fruibili i servizi offerti dall’ospedale sul territorio di riferimento.

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Passo fondamentale per il potenziamento dell’ospedale è la fornitura delle attrezzature indicate nel presente progetto per le quali MEMUA ha chiesto un contributo di 40.000,00 Euro alla Fondazione.

Si sono valutate varie soluzioni e visto le urgenze si è deciso di fornire un numero di attrezzature maggiore di quello previsto da progetto  completando la fornitura anche con accessori nuovi.

Non tutte le attrezzature richieste erano al momento disponibili presso il magazzino della cooperativa, per cui si è reso necessario reperirne una parte presso enti donatori (strutture sanitarie pubbliche e private) con cui MeMuA collabora costantemente.

Le attrezzature sono poi state tutte revisionate, collaudate e, per evitarne rotture e guasti durante il trasporto, imballate con idonee casse su misura in legno. La fornitura è stata completata con alcuni accessori nuovi.

La cooperativa ha gestito anche la logistica e la spedizione della merce allestendo un container da 20”,  presso la propria sede, che è stato spedito il 04/07/14 e giunto a destinazione il 18/09/14.

Sono state poi organizzate ed implementate le attività di installazione, formazione e manutenzione

Brevemente le attività svolte :

a)  Fornitura attrezzature elettromedicali :

-  Spedizione container    04/07/14

-  Arrivo container in loco 18/09/14

b)  Prima missione in loco :

-  Missione di n°2 tecnici volontari della cooperativa che hanno provveduto all’installazione delle attrezzature e a somministrare una prima formazione di base ad alcuni operatori

- Periodo dal 29/11/14 al 10/12/14

c)  Seconda missione in loco :

-  Missione di n°1 tecnico volontario della cooperativa che ha provveduto alla formazione specifica sull’utilizzo delle attrezzature per diagnostica per immagini

- Periodo dal 11/07/15 al 24/07/15

d)  Terza missione in loco :

-  Missione di n°2 tecnici volontari della cooperativa che hanno provveduto alla manutenzione periodica programmata delle attrezzature dell’ospedale ed a continuare la formazione tecnica agli operatori in loco

-  Periodo dal 13/12/15 al 22/12/15

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Progetto realizzato grazie al sostengo della Fondation Assistance Internationale - FAI - Progetto PN 2013/16

 

Progetto : Fornitura di una diagnostica radiologica al Luisa Guidotti Hospital

Paese : Zimbabwe

Anno : 2012

L’ospedale “Luisa Guidotti” di Mutoko si trova nella provincia del Mashonaland Orientale (Zimbabwe) a cicrca 160 chilometri dalla capitale Harare.


L’ospedale, fondato nel 1968, dal 1983 prende il nome dalla dottoressa modenese che vi ha prestato servizio negli anni ’70, contribuendo anche ad ampliarne la struttura, che è stata uccisa nel luglio del 1979 durante la guerra per l’indipendenza (quando la Rhodesia diventa Zimbabwe).


Diretto dalla dott.sa M.Pesaresi dal 1981, con l’aiuto economico della Diocesi di Rimini e di enti e benefattori privati, si è trasformato negli anni in un centro ospedaliero con oltre 150 posti letto e reparti di medicina generale, tubercolosi, chirurgia, radiologia, laboratorio analisi, clinica per pazienti HIV/AIDS e trattamento con antiretrovirali.

Medicus Mundi Attrezzature , su richiesta della Onlus “Lifeline Dolomites”, ha inviato un sistema radiologico Philips con stativo pensile ad alta frequenza, corredato di generatore, trasformatore, quadro elettrico in sostituzione di una vecchia attrezzatura radiologica ormai inutilizzabile.

Come previsto nel progetto, dopo la spedizio9ne delle attrezzature, sono stati inviati in Zimbabwe tecnici volontari (specialisti nel settore radiologico) che hanno provveduto alla installazione delle attrezzature, al collaudo ed all’avvio dell’utilizzo.

Gli stessi tecnici hanno svolto attività di formazione del personale locale per un corretto utilizzo delle attrezzature.

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Progetto : Intervento all’ospedale di Makaw

Paese : Rep. Dem. del Congo

Anno : 2009

Dove: Rep. Dem. del Congo / Regione di Bandumbo / Provincia di Mai-Ndombe / Comune di Inongo

Anno: 2009

La diocesi di Inongo , situata nella regione ‘Bandundu’, è vasta quanto l’Italia settentrionale ed è abitata da circa quattro milioni di persone .

Nella zona esistono sei ospedali rurali che sono privi delle dotazioni idonee per poter funzionare (mancanza di acqua corrente, di energia elettrica, di attrezzature); la diocesi di Inongo si è fatta carico di intervenire per rinnovare e potenziare gli ospedali esistenti che sono impossibilitati a svolgere il loro servizio.

Nel 2008 due volontari di Medicus Mundi Attrezzature hanno visitato tre di queste strutture; in seguito alla visita è stato deciso, in accordo con la Diocesi, di avviare nel 2009 un progetto con lo scopo primario di garantire la fornitura di acqua corrente (con il ripristino dei pozzi esistenti) e di energia elettrica (con la installazione di pannelli fotovoltaici). La diocesi ha richiesto e ottenuo un contributo dalla Conferenza Episcopale Italiana.

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Progetto : Una radiologia a Chiulo

Paese : Angola

Anno : 2009

La ONG ’Medici per l’Africa - CUAMM’ di Padova gestisce un ospedale nella località Chiulo in Angola

La struttura sanitaria necessita di un servizio di diagnostica radiologica, indispensabile per lo svolgimento della attività sanitaria.

La cooperativa Medicus Mundi Attrezzature provvede in una prima fase a reperire l’attrezzatura, a sottoporla a verifica e collaudo, alla predisposizione di idoneo imballaggio ed infine alla spedizione nel luogo di utilizzo.

Successivamente Me.Mu.A. invia tecnici volontari, esperti e qualificati, che provvedono alla installazione superando non poche difficoltà logistiche dovute alle caratteristiche dell’edificio che ospita la radiologia.

L’intervento si conclude positivamente con il collaudo funzionale e l’avvio della attività diagnostica

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Progetto : Benedict Medical Center

Paese : Uganda

Anno : 2009

Il ‘Benedict Medical Center’ di Kampala (Uganda) svolge una benefica attività sanitaria ospedaliera.

In Italia risiedono alcuni benefattori (ugandesi e italiani) che si fanno carico di reperire risorse ed attrezzature per il Centro.

I sostenitori del ‘Benedict Medical Center’ hanno chiesto a Medicus Mundi Attrezzature di provvedere all’invio di una diagnostica radiologica ed alla successiva installazione in loco

Concluse le operazioni di trasporto in Uganda sono inviati tecnici volontari che installano l’attrezzatura, eseguono il collaudo e danno inizio alla operatività della attrezzatura addestrando gli operatori locali che debbono provvedere all’utilizzo della diagnostica.

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Progetto : St. Albert Mission

Paese : ZIMBABWE

Anno : 2008

L’ospedale ‘St. Albert Mission’ di Harare (Zimbabwe) ha chiesto un intervento di riparazione e ripristino dell’attrezzatura radiologica da più tempo in uso nell’ospedale.

L'intervento è stato richiesto dalla ONG ASI di Roma.

Nello stesso ospedale è inoltre utilizzata una diagnostica radiologica inviata da Medicus Mundi Attrezzature nel 2007; questa attrezzatura è al momento l’unica funzionante ed è sottoposta ad un intenso carico di lavoro.

Due tecnici – volontari di Medicus Mundi Attrezzature e specialisti qualificati nella materia – raggiungono il St. Albert Mission Hospital e provvedono con successo alla riparazione e al collaudo. L’attrezzatura riparata entra subito in funzione e si affianca a quella inviata da MeMuA nel 2007, consentendo così un netto potenziamento della operatività.

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Progetto : Fornitura di attrezzature sanitarie al Rosary Christian Hospital di Rhempur (Pakistan)

Paese : Pakistan

Anno : 2007

Alla fine del 2006 padre Aldino Amato - missionario domenicano a Rhempur (Pakistan) - contatta la cooperativa Medicus Mundi Attrezzature e chiede un aiuto nella attivazione della struttura sanitaria “Ospedale Madonna del Rosario”; l’ospedale di Rhempur si trova nel distretto di Okara, nella regione del Punjab una delle più popolose del Pakistan, situata ad est del Paese, al confine con l'India.

L'ospedale è stato edificato su richiesta della popolazione per rispondere alla richiesta di assi= stenza sanitaria che è svolta in forma ambulatoriale senza possibilità di ricovero dei pazienti. Il progetto, formulato in accordo con le autorità locali, ha completato la costruzione dell’edificio; è quindi necessario provvedere alla fornitura di arredi e di attrezzature sanitarie per iniziare l’attività.

In seguito alla richiesta la cooperativa Medicus Mundi incontra alcuni referenti e benefattori italiani che da anni sostengono il missionario nella sua attività educativa e sociale; la missione domenicana che è presente in loco da 45 anni, ha già realizzato scuole professionali e fornisce aiuti nutrizionali per combattere la sottoalimentazione e malnutrizione presenti nella zona.

Medicus Mundi aderisce alla richiesta, si impegna a fornire idonee attrezzature sanitarie e richiede un contributo alla Fondation Assistance Internationale che lo concede.

La spedizione di tutto il materiale richiede l’impiego di due container.

Il primo container parte nell’agosto del 2007 e contiene attrezzature per laboratorio analisi, per laboratorio odontotecnico, per studio odontoiatrico e arredi per degenze e localidi visita.

Il secondo container parte nel dicembre del 2007 ed è interamente occupato dalla attrezzatura radiologica.

Lo sbarco dei container, il successivo sdoganamento e il visto di ingresso per i tecnici italiani subiscono continue difficoltà locali che rallentano per mesi la conclusione del progetto.

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Progetto realizzato grazie al sostengo della Fondation Assistance Internationale - FAI - Progetto PN 2007/9 e PN 2009/20